"presentazione"

di Lino Belleggia

Durante il tumultuoso primo decennio del Ventesimo secolo le strade di due personaggi s'incontrano nella città che a quei tempi rappresentava il centro del mondo, Londra. La capitale politica e culturale del mondo occidentale, e dell'Impero viene sconvolta da una serie di iniziative di rivolta sociale che puntano a fare ottenere a tutte le donne gli stessi diritti degli uomini e in modo particolare il diritto al voto. Le protagoniste di questa insurrezione sono le suffragette guidate da una delle donne più importanti del secolo scorso, Emmeline Pankhurst. Questo stesso periodo storico viene scelto, pochi anni più tardi, dallo scrittore inglese E.M. Forster per accogliere nel romanzo Maurice la storia di un ragazzo dell'alta borghesia britannica che, dopo avere lottato strenuamente con se stesso, prende coscienza del proprio orientamento sessuale innamorandosi di un suo compagno di college.
          La coincidenza storica di questi due avvenimenti non sembra casuale in un paese appena uscito dalla rigidità istituzionale del lungo regno della Regina Vittoria. L'esplosione degli istinti repressi da secoli sembrano portare naturalmente realtà e finzione verso un bivio che i due protagonisti di questo dramma non possono più evitare.
          Costruito dopo un lungo studio delle più importanti figure che hanno aderito in quegli anni all'"Unione politica e sociale delle donne" della signora Pankhurst, il personaggio dell'aristocratica Fanny Parker, realmente esistita, racchiude in sé lo spirito che animava l'attivismo sfrenato che portò, subito dopo la Prima guerra mondiale, a un parziale riconoscimento del diritto delle donne al voto. Fanny Parker rappresenta una delle tante donne appartenenti alle più potenti famiglie dell'aristocrazia inglese che hanno messo a disposizione della causa delle suffragette i loro privilegi rischiando la propria posizione sociale. La repressione morale esercitata sulle donne dalla società inglese non appare, oggi, molto lontana dalla stessa negazione delle diversità di cui pochi anni prima era rimasto vittima uno fra gli scrittori più popolari della fine del Diciannovesimo secolo, Oscar Wilde. Le donne per condizione di nascita non avevano gli stessi diritti degli uomini, mentre gli omosessuali accusati di una scelta votata al vizio e alla perversione non perdevano solamente i diritti di nascita ma venivano perseguiti ferocemente dalle istituzioni. Insomma se la lotta delle donne poteva essere gridata, non senza conseguenze, il semplice sospetto di omosessualità poteva significare la definitiva rovina sociale di un uomo. Nonostante la convergenza passionale fra i due personaggi, il loro incontro, però, avviene in un campo che, almeno all'inizio del dramma, li porta ad avvicinarsi attraverso una serie di scontri che palesano la loro stretta dipendenza dagli stessi pregiudizi di cui sono vittime. Fanny riesce a vivere la sua doppia identità, moglie di Lord Walden e suffragetta, grazie all'acuto sarcasmo dell'agiatezza, mentre Maurice cela le proprie paure dietro la stessa rigidità morale che è all'origine della sua negazione sessuale.
          Le due storie convergono nel momento più drammatico della vita di Fanny e Maurice, quando entrambi sono costretti a denudarsi completamente per scogliere nodi esistenziali ormai troppo intricati. Fanny viene costretta ad abbandonare il calore protettivo del suo ceto sociale e ad affrontare le conseguenze della propria militanza, mentre Maurice, innamorato di un guardiacaccia, deve cancellare i principi che lo avevano guidato fino a quel punto dando una nuova direzione alla propria vita. Pur se differenti, le storie di Fanny e Maurice sono dunque l'espressione di una stessa tensione verso la libera scelta in una società libera e rappresentativa di tutte le diversità, senza eccezioni. Le loro storie, e il loro incontro in un periodo storico altamente evocativo, non sembrano purtroppo molto lontane se lette oggi alla luce di una contemporaneità violentata dal subdolo ritorno di una repressione morale generata dal riflusso culturale e dall'inaridimento sociale.