"presentazione"

Le relazioni pericolose - Schegge di memoria
di Lino Belleggia


Ancora una riduzione da “Le relazioni pericolose” di Laclos? E’ davvero necessaria? Forse non proprio necessaria, ma piuttosto dovuta. Questa riscrittura seziona e interpreta alcuni elementi del romanzo epistolare di Laclos in una direzione diversa da quella intrapresa dall’inglese Christopher Hampton nel testo teatrale del 1985 nato principalmente per la versione cinematografica. Se nel suo testo, Hampton aveva puntato soprattutto all’affresco storico di una società in decadenza, quella dominata dalla nobiltà francese fotografata all’alba della Rivoluzione francese, inserita in una cornice teatrale prettamente Settecentesca, questa nuova versione teatrale vuole indagare in modo più approfondito la disposizione mentale celata dietro la morbosità dei personaggi, il loro devoto impegno alla distruzione dei sentimenti in nome di una passione malata e di un sistema morale in cui credono ciecamente. Questa indagine sulla morbosità del male e sull’amoralità dell’intrigo procede però per contrasti o meglio prende forma attraverso un continuo avvicendarsi di scontri sempre più forti e spietati fra i personaggi e l’autore, Pierre Choderlos de Laclos, che è il ruolo inedito inserito in questa versione. Uno studio attento sulla vita di Laclos ha indicato una evidente schizofrenia dello scrittore

che costruisce un mondo strutturato sul male in netto contrasto con la sua personalità apparentemente devota alla virtù. Dunque Laclos, principalmente legato alle lettere che sono state riportate direttamente in scena, fa parte di un triangolo, da lui disegnato, insieme ai due protagonisti, Mme de Merteuil e il Visconte di Valmont, che con lui e attraverso di lui, innescano l’implosione che libererà il male e la depravazione che anche il creatore-protagonista non riesce più a contenere. Alla fine, il personaggio di Laclos rimane a terra, schiacciato dalla consapevolezza che le caratteristiche sataniche dei suoi personaggi facciano parte, dopotutto, della sua personalità. La circolarità della struttura teatrale scelta per questa versione evidenzia non solo la caduta di Laclos parallelamente a quella dei personaggi da lui stesso creati, ma anche la sua impotenza di fronte alla reazione a catena da lui provocata. Difatti, quando il triangolo si spezza definitivamente, solo il buio resta ad attendere i personaggi, poiché non c’è spazio né per la salvezza nella fuga, né tanto meno per la redenzione.