"note di regia"


Troia è stata vinta, dopo un conflitto  interminabile che ha causato lutti e sventure da entrambe le parti. I Greci sono riusciti a penetrare nelle mura della città, non per la loro virtù guerriera  ma grazie all'astuzia e alle capacità strategiche di un solo uomo, Ulisse. Ora  costui si prepara  al ritorno in patria., mentre ad Itaca la tensione tra sua moglie, Telemaco, e lo stuolo dei pretendenti voraci raggiunge l'acme.  Ma il viaggio è denso di disavventure e pericoli nei quali la saggezza dell'eroe viene messa a dura prova. Eppure, nonostante la nostalgia qualcosa spinge Ulisse a sperimentare sempre i suoi limiti, ad andare verso un "Oltre" sconosciuto.
Forse, chissà, a ritardare il ritorno. In fondo, per l' eroe irrequieto e vincitore un' isola come Itaca può essere troppo stretta; e la guerra è qualcosa che cambia sempre  gli uomini, li rende più duri ma anche più fragili, più soli. Ogni conflitto bellico genera la paura del ritorno. Ulisse è un eroe, un condottiero, è abituato a guidare i suoi uomini e pretende la loro fiducia; ma costoro, esausti, percepiscono quanto il loro comandante sia attratto dall' Ignoto e quanto questo desiderio sia pericoloso. Così anche il loro rapporto diventa ambivalente, fatto di ammirazione e ostilità.
Quest'oscillazione continua e mai esplicita tra desiderio dell'ignoto  e nostalgia del ritorno rende Ulisse un eroe "moderno", che supera la dimensione classica e si ripropone in epoche e letterature successive; per costruire la nostra Odissea siamo partiti da qui, conservando la bellezza e la musicalità del verso greco,e dando spazio alle tematiche che hanno ispirato il romanzo d' avventura:

  •  IL MARE  che non è soltanto lo scenario del poema , ma è anche mistero, ricerca e metafora della vita.

  •  LA NAVE  fulcro scenografico  dell' azione, che  diventa un elemento simbolico le cui vele sono in realtà tendaggi e fondali che scoprono i flash -back  e le evoluzioni della storia come un gioco di scatole cinesi.

  •  LA DONNA. Odissea contiene tutti i lati della femminilità, che ispireranno la letteratura romantica: la purezza di Nausicaa, la forza di Penelope ( considerata dalla critica il lato femminile di Ulisse), il fascino nero di Circe.

  •  IL CANTASTORIE: è Femio, il cantore cieco della corte di Itaca. Cieco come Omero ( un' autocitazione?), cieco come chi possiede una vista "altra".( tematica ricorrente nella grecità). A questo personaggio abbiamo affidato il ruolo magico di filo conduttore: non abbandona mai la scena, pur non facendone parte, guida lo spettatore nelle immagini più avvincenti attraverso il canto e il racconto. E soprattutto indica il "non detto", ciò che traspare tra le righe…: e cioè che alla struggente nostalgia dell'eroe si accompagna un  folle, inespresso desiderio di superare i limiti umani, di perdersi negli abissi della conoscenza , di continuare in eterno il Viaggio.


Giovanni Nardoni