"note di regia"

Ma la vera follia si attua nell'Olimpo abitato da tre Dee vanitose e pasticcione: Venere, Giunone e Cerere. Per
Differenziarle dal genere umano e per sottolineare la loro "immoralità", abbiamo voluto per loro una femminilità esagerata, eccessiva una sorta di Drag Queen ante litteram.
Le loro concitate conversazioni, i loro battibecchi, il loro rapporto con il sempre assente Giove, sono una continua citazione di alcuni mitici terzetti del cinema ("Il club delle prime mogli", "Fiori d'acciaio", etc.). Per loro, il costumista Marco Calandra ha creato degli abiti dai colori psichedelici che non nascondono la mascolinità, in modo da sottolineare il loro essere "altro", né uomini né donne, al di là del tempo e al di là del sesso.

Valore aggiunto in "DIVAS" è la magia dell'esecuzione musicale dal vivo, che continuamente dialoga sia con i personaggi sia con il corpo di ballo. Infine, i colori, le scene, i costumi sono il frutto di una lunga ricerca sui colori, i tessuti e le acconciature di quel periodo. Le tinte psichedeliche si fondono perciò con un plexiglass e i tessuti "peluche", l'alta moda si fonde con lo stile "disco" senza mai dimenticare l'ingrediente principale dello spettacolo: la follia.